La comunità

Le Comunità per minori gestite dalla Fondazione CEIS e dalla cooperativa Elios al Villaggio del Fanciullo accolgono un buon numero dei cosiddetti “Minori Stranieri Non Accompagnati” (MSNA) in tutela al Comune di Bologna.

I MSNA sono stranieri minorenni privi di assistenza e rappresentanza da parte di genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili, e per questo rappresentano una categoria particolarmente vulnerabile. Spesso si tratta di minori che arrivano in Italia mossi da un preciso mandato familiare di migrazione, altri invece, come i ragazzi afgani o somali, fuggono da contesti di guerra.

Il lavoro educativo delle comunità è impostato sull’acquisizione e la sperimentazione di competenze di autonomia  che permettano ai ragazzi, al compimento del 18° anno, di integrarsi nel tessuto sociale della città. Le competenze da sperimentare, all’interno dei singoli progetti personali pensati per ogni ragazzo accolto, sono: alfabetizzazione, istruzione ed inserimento lavorativo, gestione del denaro, monitoraggio del tempo libero, ricerca abitativa, in prossimità del compimento della maggiore età. Sono inoltre monitorate e incentivate le capacità relazionali che i ragazzi sperimentano nel corso della permanenza in comunità. La comunità inoltre attiva, assieme ai servizi sociali di riferimento,  tutte le procedure per ottenere il permesso di soggiorno.

Nelle medesime comunità vi sono anche alcuni posti riservati all’accoglienza di ragazzi in carico al Centro di Giustizia Minorile (alcuni di essi transitati anche dal carcere minorile), ragazzi per i quali il  magistrato di sorveglianza ha valutato la possibilità di accoglienza in comunità con un provvedimento di misura cautelare, cioè in attesa del processo nel quale verrà giudicato il reato del minore, oppure, dopo il processo, con provvedimenti di “messa alla prova” o in esecuzione pena in affidamento alla comunità. Il lavoro della comunità con questi ragazzi varia a secondo del progetto concordato con i servizi sociali di riferimento. Dopo un momento iniziale in cui si invita i ragazzi a prendere coscienza del reato commesso e delle conseguenze che ne derivano, con alcuni si lavora  verso l’autonomia lavorativa ed abitativa, con altri invece, per i quali è ipotizzabile il rientro in famiglia, si lavora per consolidarne la personalità in modo che possano reinserirei positivamente nel contesto socio culturale da cui sono venuti.

I volontari dell’associazione U.V.a. P.Ass.A collaborano con le comunità nell’animazione del tempo libero di tutti i ragazzi, indipendentemente dal motivo della loro presenza in comunità, con lo scopo di ampliare la rete di contatti esterni dei ragazzi stessi, e cercare così di diventare significativi punti di riferimento una volta che i ragazzi si troveranno fuori della comunità, al momento delle dimissioni.